Bando ai piani decennali, le riforme strutturali servono subito

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha convocato un tavolo per lo sviluppo al quale sono stati chiamati anche Banca d’Italia, Confindustria, Rete Imprese, Abi, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, quello del Welfare Maurizio Sacconi e quello della Semplificazione Roberto Calderoli. Il gruppo – secondo le ricostruzioni della stampa – ha valutato tra le altre cose una drastica semplificazione delle procedure per la attuazione delle grandi opere che già oggi, e comunque nelle prossime settimane, dovrebbero essere oggetto di un decreto del Consiglio dei ministri. Leggi Ecco le vitamine sviluppiste dopo gli antibiotici rigoristi. Parla Brunetta
19 AGO 20
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Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha convocato un tavolo per lo sviluppo al quale sono stati chiamati anche Banca d’Italia, Confindustria, Rete Imprese, Abi, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, quello del Welfare Maurizio Sacconi e quello della Semplificazione Roberto Calderoli. Il gruppo – secondo le ricostruzioni della stampa – ha valutato tra le altre cose una drastica semplificazione delle procedure per la attuazione delle grandi opere che già oggi, e comunque nelle prossime settimane, dovrebbero essere oggetto di un decreto del Consiglio dei ministri. Tutto bene, fin qui. Il problema è che il compito principale di questo gruppo consisterebbe nello studio di un piano decennale di sviluppo, al quale collaborerebbe dal punto di vista tecnico Ignazio Visco, vicedirettore generale di Banca di Italia. Il piano dovrebbe essere discusso dai membri del tavolo e successivamente approvato dal governo.

Ma che bisogno c’è di un “piano decennale”?
Banca d’Italia ha già pronte le proposte per la nostra crescita. E questo vale anche per l’Unione europea, la Bce, l’Ocse, il Fondo monetario internazionale. Invece di pianificare il da farsi di qui a 10 anni, il titolare dell’Economia senta che cosa suggeriscono gli altri partecipanti al tavolo da lui promosso e presenti subito al governo le sue proposte. Altre ne faranno il ministro per lo Sviluppo economico, quello dell’Innovazione nella Pubblica amministrazione ecc. Le misure strutturali pro crescita, proprio perché dotate di effetti importanti soprattutto nel futuro, vanno varate ora, senza affidarsi a piani decennali che, in un’economia di mercato, suonano come un anacronismo.